PO4A

Section: Strumenti Po4a (7)
Updated: 2017-04-07
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NOME

po4a - framework per la traduzione di documentazione e altro materiale  

Introduzione

Lo scopo del progetto po4a (PO for anything - PO per tutto) è di facilitare la traduzione e, cosa ancor più interessante, la manutenzione delle traduzioni usando gettext e i relativi strumenti in campi in cui il loro uso non era programmato, come la documentazione.  

Sommario

Questo documento è organizzato come segue:
1 Perché dovrei usare po4a? A cosa serve?
Questo capitolo introduttivo spiega la motivazione e la filosofia alla base del progetto. Dovrebbe essere letto per primo se si sta valutando l'uso di po4a per le proprie traduzioni.
2 Come si usa po4a?
Questo capitolo è una sorta di guida di riferimento, pensata per rispondere alle domande degli utenti e fornire una migliore comprensione dell'intero processo. Essa presenta il modo in cui usare po4a e serve da introduzione alla documentazione dei singoli strumenti.
Come si inizia una nuova traduzione?
Completata la traduzione, come si ottiene un documento tradotto?
Come si aggiorna una traduzione con po4a?
Come si converte una traduzione già esistente all'uso di po4a?
Come si aggiunge del testo extra (ad es. il nome del traduttore)?
Come si può fare tutto questo chiamando il programma una volta sola?
Come personalizzare po4a?
3 Come funziona?
Questo capitolo fornisce una breve panoramica del funzionamento interno di po4a, in modo che vi possiate sentire a vostro agio se desiderate aiutarci nella manutenzione e contribuire al miglioramento di questo software. Il capitolo può anche aiutare a capire perché il programma non si comporta come ci si aspetta e a risolvere eventuali problemi.
4 FAQ
Questo capitolo raccoglie le domande più frequenti, la maggior parte delle quali attualmente riguardano decisioni di progettazione. Se ritenete che po4a non sia la giusta soluzione per la traduzione della documentazione, vi consigliamo di leggere questa sezione; se questo non basta a rispondere alle vostre domande, contattateci alla mailing list <po4a-devel@lists.alioth.debian.org>. Ci fa sempre molto piacere ricevere i vostri commenti.
5 Note specifiche ai singoli moduli
Questo capitolo espone le caratteristiche di ciascun modulo dal punto di vista del traduttore e dell'autore originale. Leggendolo, si apprenderanno la sintassi che si incontra nel tradurre documenti con questi moduli e le regole da seguire nel documento originale per rendere più facile la vita dei traduttori.

In realtà, questa sezione non fa realmente parte di questo documento. Invece, è inclusa nella documentazione dei singoli moduli. Mantenendo la documentazione insieme al codice, risulta più facile mantenere le informazioni aggiornate.

 

Perché dovrei usare po4a? A cosa serve?

Apprezzo molto l'idea del software open source e il fatto che permetta a chiunque di accedere ai programmi e al codice sorgente. Essendo francese, però, so anche che le licenze non sono le uniche restrizioni che un utente si trova ad affrontare: programmi liberi ma non tradotti sono inutili a chi non parla inglese, pertanto serve ancora qualche ulteriore sforzo per renderli accessibili veramente a tutti.

L'attenzione verso queste tematiche da parte della comunità open source è notevolmente aumentata negli ultimi tempi. Come traduttori, abbiamo vinto la prima battaglia convincendo la gente dell'importanza delle traduzioni. Ora, invece, viene la parte più difficile: portare avanti il nostro lavoro e tradurre tutti questi programmi.

In realtà, il software open source gode di un livello di traduzione piuttosto decente grazie alla splendida suite gettext, composta da strumenti che permettono di estrarre dal programma le stringhe da tradurre, presentare ai traduttori un formato uniforme ed infine, durante l'esecuzione, usare il risultato di questo lavoro per mostrare all'utente i messaggi tradotti.

La situazione purtroppo è molto diversa per quanto concerne la documentazione. Troppo spesso i documenti tradotti sono difficilmente accessibili (come quando non sono distribuiti insieme al programma), contengono solo informazioni parziali o, caso ancora peggiore, non sono aggiornati: una traduzione obsoleta può addirittura dare informazioni errate su un programma, ad esempio descrivendo un vecchio modo di funzionamento che ora non è più in uso.  

Il problema da risolvere

Tradurre la documentazione non presenta di per sé grosse difficoltà: anche se i documenti sono più lunghi dei messaggi dei programmi (e quindi una traduzione richiede più tempo per essere completata), non è realmente necessaria una particolare preparazione tecnica. La parte difficile arriva quando si deve mantenere aggiornato il proprio lavoro: capire quali parti sono cambiate e hanno bisogno di un aggiornamento è un compito impegnativo e profondamente noioso, inoltre è facile compiere errori. Immagino che questi siano i motivi per cui si vedono in giro così tanti documenti tradotti che non sono aggiornati.  

Le risposte di po4a

Lo scopo principale di po4a è di rendere manutenibili le traduzioni della documentazione. Il concetto chiave è l'utilizzo del metodo di gettext in questo nuovo campo: il testo viene estratto dalla posizione originale per poter essere presentato ai traduttori in un formato uniforme. In seguito, i classici strumenti forniti con gettext aiutano gli stessi traduttori ad aggiornare il proprio lavoro quando esce una nuova versione dell'originale ma, diversamente da quanto previsto dal modello classico di gettext, le traduzioni vengono reiniettate nella struttura del documento originale, così da poter essere elaborate e distribuite come la versione inglese.

Grazie a questo, diventa semplice scoprire quali parti del documento sono cambiate e necessitano di un aggiornamento. Un altro vantaggio è dato dal poter delegare la maggior parte del lavoro agli strumenti quando la struttura del documento originale viene riorganizzata completamente o quando dei capitoli sono spostati qua e là, raggruppati o divisi. Separando il testo da tradurre dalla struttura del documento, si permette inoltre al traduttore di rimanere ignaro della complessità richiesta dall'impaginazione, riducendo (ma non eliminando completamente) le possibilità di ottenere un documento con errori di formato.

Consultare la FAQ più avanti in questo documento per avere un elenco completo di vantaggi e svantaggi di questo approccio.  

Formati supportati

Attualmente, questo approccio è stato realizzato con successo per diversi formati di documenti di testo:

man

Il buon vecchio formato delle pagine di manuale, usato da così tanti programmi in circolazione. Il supporto di po4a è sicuramente benvenuto, dal momento che questo formato è alquanto difficile da usare direttamente e non è esattamente amichevole con i principianti. Il modulo Locale::Po4a::Man(3pm) supporta anche il formato mdoc, usato dalle pagine man BSD (molto diffuse anche su Linux).

pod

Questo è il formato della documentazione online di Perl. Il linguaggio e le estensioni stesse sono documentate in questo modo, così come molti degli script Perl esistenti. Inglobando entrambi nello stesso file, rende facile mantenere la documentazione vicina al codice corrispondente. Rende la vita più semplice al programmatore, ma sfortunatamente non al traduttore.

sgml

Anche se oggigiorno è stato in qualche modo superato da XML, questo formato è ancora molto spesso usato per documenti più lunghi di qualche schermata. Permette di creare libri completi. Aggiornare la traduzione di documenti così lunghi può rivelarsi un vero e proprio incubo. Strumenti come diff si rivelano spesso inutili quando il testo originale è stato riorganizzato dopo l'aggiormanento. Fortunatamente, po4a può aiutare molto in questo processo.

Al momento sono supportati solo i DTD DebianDoc e DocBook, ma aggiungere supporto a dei nuovi (DTD) è davvero facile. È perfino possibile usare po4a su un DTD SGML sconosciuto senza modificarne il codice, basta fornire le informazioni necessarie dalla riga di comando. Consultare Locale::Po4a::Sgml(3pm) per maggiori dettagli.

TeX / LaTeX

Il formato LaTeX è un formato di documentazione importante usato dal mondo del Free Software e da diverse pubblicazioni. Il modulo Locale::Po4a::LaTeX(3pm) è stato testato con la documentazione Python, un libro e alcune presentazioni.

texinfo

Tutta la documentazione GNU è stata scritta in questo formato (è persino uno dei requisiti per divenire un progetto GNU ufficiale). Il supporto per Locale::Po4a::Texinfo(3pm) in po4a è ancora agli inizi. Si prega di inviare eventuali segnalazioni di difetti e miglioramenti richiesti.

xml

Il formato XML è un formato base per molti formati di documentazione.

Attualmente, il DTD DocBook è supportato da po4a. Consultare Locale::Po4a::Docbook(3pm) per i dettagli.

altri

Po4a can also handle some more rare or specialized formats, such as the documentation of compilation options for the 2.4+ Linux kernels or the diagrams produced by the dia tool. Adding a new one is often very easy and the main task is to come up with a parser of your target format. See Locale::Po4a::TransTractor(3pm) for more information about this.  

Formati non supportati

Sfortunatamente, a po4a manca ancora il supporto a molti formati di documentazione.

C'è un intera quantità di altri formati che vorremmo che po4a gestisse, non solo di documentazione. Ebbene, la nostra ambizione è di coprire tutte le «quote di mercato» lasciate vuote dal classico gettext. Essa comprende la documentazione di python, le descrizioni dei pacchetti (deb e rpm), le domande poste dagli script di installazione dei pacchetti, i changelog dei pacchetti e tutti i formati specializzati usati da vari programmi, come gli scenari dei giochi o i file delle risorse di wine.  

Come si usa po4a?

Questo capitolo è una sorta di guida di riferimento, pensata per rispondere alle domande degli utenti e fornire una migliore comprensione dell'intero processo. Essa presenta il modo in cui usare po4a e serve da introduzione alla documentazione dei singoli strumenti.  

Panoramica grafica

Il seguente schema fornisce una panoramica sul processo di traduzione di documentazione tramite l'uso di po4a. Non ci si spaventi a causa della sua apparente complessità, deriva dal fatto che viene qui rappresentato l'intero processo. Una volta che si è convertito il progetto a po4a, solo la parte destra del grafico è rilevante.

Si noti che master.doc viene preso come esempio di documentazione da tradurre mentre translation.doc è il testo corrispondente tradotto. Il suffisso può essere .pod, .xml, o .sgml a seconda del suo formato. Ogni parte dell'immagine verrà dettagliata nelle seguenti sezioni.

                                   master.doc
                                       |
                                       V
     +<-----<----+<-----<-----<--------+------->-------->-------+
     :           |                     |                        :
{translation}    |         { update of master.doc }             :
     :           |                     |                        :
   XX.doc        |                     V                        V
(optional)       |                 master.doc ->-------->------>+
     :           |                   (new)                      |
     V           V                     |                        |
  [po4a-gettextize]   doc.XX.po--->+   |                        |
          |            (old)       |   |                        |
          |              ^         V   V                        |
          |              |     [po4a-updatepo]                  |
          V              |           |                          V
   translation.pot       ^           V                          |
          |              |         doc.XX.po                    |
          |              |         (fuzzy)                      |
   { translation }       |           |                          |
          |              ^           V                          V
          |              |     {manual editing}                 |
          |              |           |                          |
          V              |           V                          V
      doc.XX.po --->---->+<---<---- doc.XX.po   addendum     master.doc
      (initial)                   (up-to-date) (optional)   (up-to-date) 
          :                          |            |             |
          :                          V            |             |
          +----->----->----->------> +            |             |
                                     |            |             |
                                     V            V             V
                                     +------>-----+------<------+
                                                  |
                                                  V
                                           [po4a-translate]
                                                  |
                                                  V
                                                XX.doc
                                            (up-to-date)

Sulla parte sinistra, si può osservare la conversione di una traduzione che non usa po4a. In alto a destra, viene illustrata l'azione dell'autore originale (aggiornare la documentazione). Nel centro della parte destra, sono raffigurate le azioni automatiche di po4a. Il nuovo materiale viene estratto e confrontato con la traduzione esistente. Rilevale le parti invariate, viene usata la traduzione precedente. Le parti parzialmente modificate vengono associate alla traduzione precedente, ma con una specifica marcatura indicante che la traduzione necessita di aggiornamento. La parte bassa della figura mostra come viene assemblato un documento completo.

Come traduttore, l'unica operazione che si deve fare a mano è la parte contrassegnata come {modifica manuale}. Purtroppo, po4a aiuta soltanto a tradurre e non è ancora in grado di tradurre per voi...  

Come si inizia una nuova traduzione?

Questa sezione presenta i passi necessari per iniziare una nuova traduzione con po4a. Tutti i miglioramenti, le sottigliezze e i dettagli che riguardano la conversione di un progetto esistente all'uso di questo sistema sono esposti nella sezione relativa.

Per iniziare una nuova traduzione usando po4a, bisogna seguire i seguenti passi:

-
Extract the text which have to be translated from the original <master.doc> document into a new translation template <translation.pot> file (the gettext format). For that, use the po4a-gettextize program this way:

  $ po4a-gettextize -f <format> -m <master.doc> -p <translation.pot>

<format> is naturally the format used in the master.doc document. As expected, the output goes into translation.pot. Please refer to po4a-gettextize(1) for more details about the existing options.

-
Actually translate what should be translated. For that, you have to rename the POT file for example to doc.XX.po (where XX is the ISO639 code of the language you are translating to, e.g. fr for French), and edit the resulting file. It is often a good idea to not name the file XX.po to avoid confusion with the translation of the program messages, but this your call. Don't forget to update the PO file headers, they are important.

The actual translation can be done using the Emacs' or Vi's PO mode, Lokalize (KDE based), Gtranslator (GNOME based) or whichever program you prefer to use for them (e.g. Virtaal).

If you wish to learn more about this, you definitively need to refer to the gettext documentation, available in the gettext-doc package.

 

Completata la traduzione, come si ottiene un documento tradotto?

Once you're done with the translation, you want to get the translated documentation and distribute it to users along with the original one. For that, use the po4a-translate(1) program like that (where XX is the language code):

  $ po4a-translate -f <formato> -m <master.doc> -p <doc.XX.po> -l <XX.doc>

As before, <format> is the format used in the master.doc document. But this time, the PO file provided with the -p flag is part of the input. This is your translation. The output goes into XX.doc.

Fare riferimento a po4a-translate(1) per ulteriori dettagli.  

Come si aggiorna una traduzione con po4a?

To update your translation when the original master.doc file has changed, use the po4a-updatepo(1) program like that:

  $ po4a-updatepo -f <formato> -m <nuovo_master.doc> -p <vecchio_doc.XX.po>

(Please refer to po4a-updatepo(1) for more details)

Naturally, the new paragraph in the document won't get magically translated in the PO file with this operation, and you'll need to update the PO file manually. Likewise, you may have to rework the translation for paragraphs which were modified a bit. To make sure you won't miss any of them, they are marked as ``fuzzy'' during the process and you have to remove this marker before the translation can be used by po4a-translate. As for the initial translation, the best is to use your favorite PO editor here.

Once your PO file is up-to-date again, without any untranslated or fuzzy string left, you can generate a translated documentation file, as explained in the previous section.  

Come si converte una traduzione già esistente all'uso di po4a?

Often, you used to translate manually the document happily until a major reorganization of the original master.doc document happened. Then, after some unpleasant tries with diff or similar tools, you want to convert to po4a. But of course, you don't want to loose your existing translation in the process. Don't worry, this case is also handled by po4a tools and is called gettextization.

The key here is to have the same structure in the translated document and in the original one so that the tools can match the content accordingly.

If you are lucky (i.e., if the structures of both documents perfectly match), it will work seamlessly and you will be set in a few seconds. Otherwise, you may understand why this process has such an ugly name, and you'd better be prepared to some grunt work here. In any case, remember that it is the price to pay to get the comfort of po4a afterward. And the good point is that you have to do so only once.

I cannot emphasis this too much. In order to ease the process, it is thus important that you find the exact version which were used to do the translation. The best situation is when you noted down the VCS revision used for the translation and you didn't modify it in the translation process, so that you can use it.

It won't work well when you use the updated original text with the old translation. It remains possible, but is harder and really should be avoided if possible. In fact, I guess that if you fail to find the original text again, the best solution is to find someone to do the gettextization for you (but, please, not me ;).

Maybe I'm too dramatic here. Even when things go wrong, it remains ways faster than translating everything again. I was able to gettextize the existing French translation of the Perl documentation in one day, even though things did went wrong. That was more than two megabytes of text, and a new translation would have lasted months or more.

Let me explain the basis of the procedure first and I will come back on hints to achieve it when the process goes wrong. To ease comprehension, let's use above example once again.

Once you have the old master.doc again which matches with the translation XX.doc, the gettextization can be done directly to the PO file doc.XX.po without manual translation of translation.pot file:

 $ po4a-gettextize -f <formato> -m <vecchio_master.doc> -l <XX.doc> -p <doc.XX.po>

When you're lucky, that's it. You converted your old translation to po4a and can begin with the updating task right away. Just follow the procedure explained a few section ago to synchronize your PO file with the newest original document, and update the translation accordingly.

Please note that even when things seem to work properly, there is still room for errors in this process. The point is that po4a is unable to understand the text to make sure that the translation match the original. That's why all strings are marked as ``fuzzy'' in the process. You should check each of them carefully before removing those markers.

Often the document structures don't match exactly, preventing po4a-gettextize from doing its job properly. At that point, the whole game is about editing the files to get their damn structures matching.

It may help to read the section Gettextization: how does it work? below. Understanding the internal process will help you to make this work. The good point is that po4a-gettextize is rather verbose about what went wrong when it happens. First, it pinpoints where in the documents the structures' discrepancies are. You will learn the strings that don't match, their positions in the text, and the type of each of them. Moreover, the PO file generated so far will be dumped to gettextization.failed.po.

-
Remove all extra parts of the translations, such as the section in which you give the translator name and thank every people who contributed to the translation. Addenda, which are described in the next section, will allow you to re-add them afterward.
-
Do not hesitate to edit both the original and the translation. The most important thing is to get the PO file. You will be able to update it afterward. That being said, editing the translation should be preferred when both are possible since it makes things easier when the gettextization is done.
-
If needed, kill some parts of the original if they happen to not be translated. When synchronizing the PO with the document afterward, they will come back from themselves.
-
If you changed the structure a bit (to merge two paragraphs, or split another one), undo those changes. If there are issues in the original, you should inform the original author. Fixing them in your translation only fixes them for a part of the community. And moreover, it's impossible when using po4a ;)
-
Sometimes, the paragraph content does match, but their types don't. Fixing it is rather format-dependant. In POD and man, it often comes from the fact that one of the two contains a line beginning with a white space where the other doesn't. In those formats, such paragraph cannot be wrapped and thus become a different type. Just remove the space and you are fine. It may also be a typo in the tag name.

Likewise, two paragraphs may get merged together in POD when the separating line contains some spaces, or when there is no empty line between the =item line and the content of the item.

-
Sometimes, there is a desynchronization between the files, and the translation is attached to the wrong original paragraph. It is the sign that the real problem was before in the files. Check gettextization.failed.po to see when the desynchronization begins, and fix it there.
-
Sometimes, you get the strong feeling that po4a ate some parts of the text, either the original or the translation. gettextization.failed.po indicates that both of them where gently matching, and then the gettextization fails because it tried to match one paragraph with the one after (or before) the right one, as if the right one disappeared. Curse po4a as I did when it first happened to me. Generously.

This unfortunate situation happens when the same paragraph is repeated over the document. In that case, no new entry is created in the PO file, but a new reference is added to the existing one instead.

So, when the same paragraph appears twice in the original but both are not translated in the exact same way each time, you will get the feeling that a paragraph of the original disappeared. Just kill the new translation. If you prefer to kill the first translation instead when the second one was actually better, remove the second one from where it is and put the first one in the place of the second one.

In the contrary, if two similar but different paragraphs were translated in the exact same way, you will get the feeling that a paragraph of the translation disappeared. A solution is to add a stupid string to the original paragraph (such as ``I'm different''). Don't be afraid, those things will disappear during the synchronization, and when the added text is short enough, gettext will match your translation to the existing text (marking it as fuzzy, but you don't really care since all strings are fuzzy after gettextization).

Hopefully, those tips will help you making your gettextization work and obtain your precious PO file. You are now ready to synchronize your file and begin your translation. Please note that on large text, it may happen that the first synchronization takes a long time.

For example, the first po4a-updatepo of the Perl documentation's French translation (5.5 Mb PO file) took about two days full on a 1Ghz G5 computer. Yes, 48 hours. But the subsequent ones only take a dozen of seconds on my old laptop. This is because the first time, most of the msgid of the PO file don't match any of the POT file ones. This forces gettext to search for the closest one using a costly string proximity algorithm.  

Come si aggiunge del testo extra (ad es. il nome del traduttore)?

Because of the gettext approach, doing this becomes more difficult in po4a than it was when simply editing a new file along the original one. But it remains possible, thanks to the so-called addenda.

It may help the comprehension to consider addenda as a sort of patches applied to the localized document after processing. They are rather different from the usual patches (they have only one line of context, which can embed Perl regular expression, and they can only add new text without removing any), but the functionalities are the same.

Their goal is to allow the translator to add extra content to the document which is not translated from the original document. The most common usage is to add a section about the translation itself, listing contributors and explaining how to report bug against the translation.

An addendum must be provided as a separate file. The first line constitutes a header indicating where in the produced document they should be placed. The rest of the addendum file will be added verbatim at the determined position of the resulting document.

The header has a pretty rigid syntax: It must begin with the string PO4A-HEADER:, followed by a semi-colon (;) separated list of key=value fields. White spaces ARE important. Note that you cannot use the semi-colon char (;) in the value, and that quoting it doesn't help.

Again, it sounds scary, but the examples given below should help you to find how to write the header line you need. To illustrate the discussion, assume we want to add a section called ``About this translation'' after the ``About this document'' one.

Here are the possible header keys:

position (mandatory)
a regexp. The addendum will be placed near the line matching this regexp. Note that we're speaking about the translated document here, not the original. If more than a line match this expression (or none), the addition will fail. It is indeed better to report an error than inserting the addendum at the wrong location.

This line is called position point in the following. The point where the addendum is added is called insertion point. Those two points are near one from another, but not equal. For example, if you want to insert a new section, it is easier to put the position point on the title of the preceding section and explain po4a where the section ends (remember that position point is given by a regexp which should match a unique line).

The localization of the insertion point with regard to the position point is controlled by the mode, beginboundary and endboundary fields, as explained below.

In our case, we would have:

     position=<title>About this document</title>

mode (mandatory)
It can be either the string before or after, specifying the position of the addendum, relative to the position point.

Since we want the new section to be placed below the one we are matching, we have:

     mode=after

beginboundary (used only when mode=after, and mandatory in that case)
endboundary (idem)
regexp matching the end of the section after which the addendum goes.

When mode=after, the insertion point is after the position point, but not directly after! It is placed at the end of the section beginning at the position point, i.e., after or before the line matched by the ???boundary argument, depending on whether you used beginboundary or endboundary.

In our case, we can choose to indicate the end of the section we match by adding:

   endboundary=</section>

or to indicate the beginning of the next section by indicating:

   beginboundary=<section>

In both case, our addendum will be placed after the </section> and before the <section>. The first one is better since it will work even if the document gets reorganized.

Both forms exist because documentation formats are different. In some of them, there is a way to mark the end of a section (just like the </section> we just used), while some other don't explicitly mark the end of section (like in man). In the former case, you want to make a boundary matching the end of a section, so that the insertion point comes after it. In the latter case, you want to make a boundary matching the beginning of the next section, so that the insertion point comes just before it.

This can seem obscure, but hopefully, the next examples will enlighten you.

To sum up the example we used so far, in order to add a section called "About this translation" after the "About this document" one in a SGML document, you can use either of those header lines:
 PO4A-HEADER: mode=after; position=About this document; endboundary=</section>
 PO4A-HEADER: mode=after; position=About this document; beginboundary=<section>

If you want to add something after the following nroff section:
  .SH "AUTHORS"

you should put a position matching this line, and a beginboundary matching the beginning of the next section (i.e., ^\.SH). The addendum will then be added after the position point and immediately before the first line matching the beginboundary. That is to say:

 PO4A-HEADER:mode=after;position=AUTHORS;beginboundary=\.SH

If you want to add something into a section (like after "Copyright Big Dude") instead of adding a whole section, give a position matching this line, and give a beginboundary matching any line.
 PO4A-HEADER:mode=after;position=Copyright Big Dude, 2004;beginboundary=^

If you want to add something at the end of the document, give a position matching any line of your document (but only one line. Po4a won't proceed if it's not unique), and give an endboundary matching nothing. Don't use simple strings here like "EOF", but prefer those which have less chance to be in your document.
 PO4A-HEADER:mode=after;position=<title>About</title>;beginboundary=FakePo4aBoundary

In any case, remember that these are regexp. For example, if you want to match the end of a nroff section ending with the line

  .fi

don't use .fi as endboundary, because it will match with ``the[ fi]le'', which is obviously not what you expect. The correct endboundary in that case is: ^\.fi$.

If the addendum doesn't go where you expected, try to pass the -vv argument to the tools, so that they explain you what they do while placing the addendum.

More detailed example

Original document (POD formatted):

 |=head1 NAME
 |
 |dummy - a dummy program
 |
 |=head1 AUTHOR
 |
 |me

Then, the following addendum will ensure that a section (in French) about the translator is added at the end of the file. (in French, ``TRADUCTEUR'' means ``TRANSLATOR'', and ``moi'' means ``me'')

 |PO4A-HEADER:mode=after;position=AUTEUR;beginboundary=^=head
 |
 |=head1 TRADUCTEUR
 |
 |moi

In order to put your addendum before the AUTHOR, use the following header:

 PO4A-HEADER:mode=after;position=NOM;beginboundary=^=head1

This works because the next line matching the beginboundary /^=head1/ after the section ``NAME'' (translated to ``NOM'' in French), is the one declaring the authors. So, the addendum will be put between both sections.  

Come si può fare tutto questo chiamando il programma una volta sola?

The use of po4a proved to be a bit error prone for the users since you have to call two different programs in the right order (po4a-updatepo and then po4a-translate), each of them needing more than 3 arguments. Moreover, it was difficult with this system to use only one PO file for all your documents when more than one format was used.

The po4a(1) program was designed to solve those difficulties. Once your project is converted to the system, you write a simple configuration file explaining where your translation files are (PO and POT), where the original documents are, their formats and where their translations should be placed.

Then, calling po4a(1) on this file ensures that the PO files are synchronized against the original document, and that the translated document are generated properly. Of course, you will want to call this program twice: once before editing the PO file to update them and once afterward to get a completely updated translated document. But you only need to remember one command line.  

Come personalizzare po4a?

po4a modules have options (specified with the -o option) that can be used to change the module behavior.

It is also possible to customize a module or new / derivative / modified modules by putting a module in lib/Locale/Po4a/, and adding lib to the paths specified by the PERLLIB or PERL5LIB environment. For example:

   PERLLIB=$PWD/lib po4a --previous po4a/po4a.cfg

Note: the actual name of the lib directory is not important.  

Come funziona?

Questo capitolo fornisce una breve panoramica del funzionamento interno di po4a, in modo che vi possiate sentire a vostro agio se desiderate aiutarci nella manutenzione e contribuire al miglioramento di questo software. Il capitolo può anche aiutare a capire perché il programma non si comporta come ci si aspetta e a risolvere eventuali problemi.  

Qual'è il quadro d'insieme?

L'architettura po4a è object oriented (in Perl. Non è fantastico?). L'antenato comune di tutte le classi parser si chiama TransTractor. Questo strano nome deriva dal fatto che è allo stesso tempo incaricato di tradurre il documento e di estrarne le stringhe.

Più formalmente, esso prende un documento da tradurre più un file PO contenente le traduzioni da usare come ingresso producendo due risultati separati: un altro file PO (risultato dall'estrazione delle stringhe traducibili dal documento in ingresso), e un documento tradotto (con la stessa struttura di quello in ingresso, ma con tutte le stringhe traducibili rimpiazzate dal contenuto del file PO in ingresso). Ecco una rappresentazione grafica di tutto ciò:

   Documento in ingresso --\                             /---> Documento in uscita
                            \      TransTractor::       /      (tradotto)
                            +-->--   parse()  --------+
                            /                           \
   PO in ingresso ---------/                             \---> PO in uscita
                                                               (estratto)

Questa piccola ossatura è il cuore di tutta l'architettura di po4a. Se si omette il file PO in ingresso e il documento in uscita, si ottiene po4a-gettextize. Se si fornisce entrambi gli ingressi e si ignora il file PO in uscita, si ottiene po4a-translate.

TransTractor::parse() è una funzione virtuale implementata da ogni modulo. Ecco un piccolo esempio che mostra come essa lavori. Questa analizza un elenco di paragrafi, ogniuno dei quali che comincia con <p>.

  1 sub parse {
  2   PARAGRAPH: while (1) {
  3     $my ($paragraph,$pararef,$line,$lref)=("","","","");
  4     $my $first=1;
  5     while (($line,$lref)=$document->shiftline() && defined($line)) {
  6       if ($line =~ m/<p>/ && !$first--; ) {
  7         $document->unshiftline($line,$lref);
  8
  9         $paragraph =~ s/^<p>//s;
 10         $document->pushline("<p>".$document->translate($paragraph,$pararef));
 11
 12         next PARAGRAPH;
 13       } else {
 14         $paragraph .= $line;
 15         $pararef = $lref unless(length($pararef));
 16       }
 17     }
 18     return; # Did not got a defined line? End of input file.
 19   }
 20 }

Alla riga 6, si incontra <p> per la seconda volta. Quello è il segnale del prossimo paragrafo. Si dovrebbe perciò mettere ciò che si è appena ottenuto indietro nel documento originale (riga 7) e mettere il paragrafo così costruito nel risultato. Dopo aver rimosso l'iniziale <p> di esso alla riga 9, si inserisce la concatenazione di questa marcatura con la traduzione del resto del paragrafo.

Questa funzione translate() è molto intelligente. Spinge il suo argomento nel file PO risultante (estrazione) e ritorna la sua traduzione come trovata nel file PO in ingresso (traduzione). Dato che è usata come parte dell'argomento di pushline(), questa traduzione finisce nel documento in uscita.

Non è furbo? È possibile creare un modulo po4a completo in meno di 20 righe se il formato è abbastanza semplice...

È possibile sapere di più su questo argomento in Locale::Po4a::TransTractor(3pm).  

Gettextizzazione: come funziona?

The idea here is to take the original document and its translation, and to say that the Nth extracted string from the translation is the translation of the Nth extracted string from the original. In order to work, both files must share exactly the same structure. For example, if the files have the following structure, it is very unlikely that the 4th string in translation (of type 'chapter') is the translation of the 4th string in original (of type 'paragraph').

    Originale        Traduzione

  chapter            chapter
    paragraph          paragraph
    paragraph          paragraph
    paragraph        chapter
  chapter              paragraph
    paragraph          paragraph

For that, po4a parsers are used on both the original and the translation files to extract PO files, and then a third PO file is built from them taking strings from the second as translation of strings from the first. In order to check that the strings we put together are actually the translations of each other, document parsers in po4a should put information about the syntactical type of extracted strings in the document (all existing ones do so, yours should also). Then, this information is used to make sure that both documents have the same syntax. In the previous example, it would allow us to detect that string 4 is a paragraph in one case, and a chapter title in another case and to report the problem.

In theory, it would be possible to detect the problem, and resynchronize the files afterward (just like diff does). But what we should do of the few strings before desynchronizations is not clear, and it would produce bad results some times. That's why the current implementation don't try to resynchronize anything and verbosely fail when something goes wrong, requiring manual modification of files to fix the problem.

Even with these precautions, things can go wrong very easily here. That's why all translations guessed this way are marked fuzzy to make sure that the translator reviews and checks them.  

Addendum: How does it work?

Well, that's pretty easy here. The translated document is not written directly to disk, but kept in memory until all the addenda are applied. The algorithms involved here are rather straightforward. We look for a line matching the position regexp, and insert the addendum before it if we're in mode=before. If not, we search for the next line matching the boundary and insert the addendum after this line if it's an endboundary or before this line if it's a beginboundary.  

FAQ

Questo capitolo raccoglie le domande più frequenti, la maggior parte delle quali attualmente riguardano decisioni di progettazione. Se ritenete che po4a non sia la giusta soluzione per la traduzione della documentazione, vi consigliamo di leggere questa sezione; se questo non basta a rispondere alle vostre domande, contattateci alla mailing list <po4a-devel@lists.alioth.debian.org>. Ci fa sempre molto piacere ricevere i vostri commenti.  

Why to translate each paragraph separately?

Yes, in po4a, each paragraph is translated separately (in fact, each module decides this, but all existing modules do so, and yours should also). There are two main advantages to this approach:
When the technical parts of the document are hidden from the scene, the translator can't mess with them. The fewer markers we present to the translator the less error he can do.
Cutting the document helps in isolating the changes to the original document. When the original is modified, finding what parts of the translation need to be updated is eased by this process.

Even with these advantages, some people don't like the idea of translating each paragraph separately. Here are some of the answers I can give to their fear:

This approach proved successfully in the KDE project and allows people there to produce the biggest corpus of translated and up to date documentation I know.
The translators can still use the context to translate, since the strings in the PO file are in the same order than in the original document. Translating sequentially is thus rather comparable whether you use po4a or not. And in any case, the best way to get the context remains to convert the document to a printable format since the text formatting ones are not really readable, IMHO.
This approach is the one used by professional translators. I agree, that they have somewhat different goals than open-source translators. The maintenance is for example often less critical to them since the content changes rarely.
 

Why not to split on sentence level (or smaller)?

Professional translator tools sometimes split the document at the sentence level in order to maximize the reusability of previous translations and speed up their process. The problem is that the same sentence may have several translations, depending on the context.

Paragraphs are by definition longer than sentences. It will hopefully ensure that having the same paragraph in two documents will have the same meaning (and translation), regardless of the context in each case.

Splitting on smaller parts than the sentence would be very bad. It would be a bit long to explain why here, but interested reader can refer to the Locale::Maketext::TPJ13(3pm) man page (which comes with the Perl documentation), for example. To make short, each language has its specific syntactic rules, and there is no way to build sentences by aggregating parts of sentences working for all existing languages (or even for the 5 of the 10 most spoken ones, or even less).  

Why not put the original as comment along with translation (or the other way around)?

At the first glance, gettext doesn't seem to be adapted to all kind of translations. For example, it didn't seem adapted to debconf, the interface all Debian packages use for their interaction with the user during installation. In that case, the texts to translate were pretty short (a dozen lines for each package), and it was difficult to put the translation in a specialized file since it has to be available before the package installation.

That's why the debconf developer decided to implement another solution, where translations are placed in the same file than the original. This is rather appealing. One would even want to do this for XML, for example. It would look like that:

 <section>
  <title lang="en">My title</title>
  <title lang="fr">Mon titre</title>

  <para>
   <text lang="en">My text.</text>
   <text lang="fr">Mon texte.</text>
  </para>
 </section>

But it was so problematic that a PO-based approach is now used. Only the original can be edited in the file, and the translations must take place in PO files extracted from the master template (and placed back at package compilation time). The old system was deprecated because of several issues:

maintenance problems

If several translators provide a patch at the same time, it gets hard to merge them together.

How will you detect changes to the original, which need to be applied to the translations? In order to use diff, you have to note which version of the original you translated. I.e., you need a PO file in your file ;)

encoding problems

This solution is viable when only European languages are involved, but the introduction of Korean, Russian and/or Arab really complicate the picture. UTF could be a solution, but there are still some problems with it.

Moreover, such problems are hard to detect (i.e., only Korean readers will detect that the encoding of Korean is broken [because of the Russian translator])

gettext solves all those problems together.  

But gettext wasn't designed for that use!

That's true, but until now nobody came with a better solution. The only known alternative is manual translation, with all the maintenance issues.  

What about the other translation tools for documentation using gettext?

As far as I know, there are only two of them:
poxml
This is the tool developed by KDE people to handle DocBook XML. AFAIK, it was the first program to extract strings to translate from documentation to PO files, and inject them back after translation.

It can only handle XML, and only a particular DTD. I'm quite unhappy with the handling of lists, which end in one big msgid. When the list become big, the chunk becomes harder to swallow.

po-debiandoc
This program done by Denis Barbier is a sort of precursor of the po4a SGML module, which more or less deprecates it. As the name says, it handles only the DebianDoc DTD, which is more or less a deprecated DTD.

The main advantages of po4a over them are the ease of extra content addition (which is even worse there) and the ability to achieve gettextization.  

Educating developers about translation

When you try to translate documentation or programs, you face three kinds of problems; linguistics (not everybody speaks two languages), technical (that's why po4a exists) and relational/human. Not all developers understand the necessity of translating stuff. Even when good willed, they may ignore how to ease the work of translators. To help with that, po4a comes with lot of documentation which can be referred to.

Another important point is that each translated file begins with a short comment indicating what the file is, how to use it. This should help the poor developers flooded with tons of files in different languages they hardly speak, and help them dealing correctly with it.

In the po4a project, translated documents are not source files anymore. Since SGML files are habitually source files, it's an easy mistake. That's why all files present this header:

 |       *****************************************************
 |       *           GENERATED FILE, DO NOT EDIT             * 
 |       * THIS IS NO SOURCE FILE, BUT RESULT OF COMPILATION *
 |       *****************************************************
 |
 | This file was generated by po4a-translate(1). Do not store it (in VCS,
 | for example), but store the PO file used as source file by po4a-translate. 
 |
 | In fact, consider this as a binary, and the PO file as a regular source file:
 | If the PO gets lost, keeping this translation up-to-date will be harder ;)

Likewise, gettext's regular PO files only need to be copied to the po/ directory. But this is not the case of the ones manipulated by po4a. The major risk here is that a developer erases the existing translation of his program with the translation of his documentation. (Both of them can't be stored in the same PO file, because the program needs to install its translation as an mo file while the documentation only uses its translation at compile time). That's why the PO files produced by the po-debiandoc module contain the following header:

 #
 #  ADVISES TO DEVELOPERS:
 #    - you do not need to manually edit POT or PO files.
 #    - this file contains the translation of your debconf templates.
 #      Do not replace the translation of your program with this !!
 #        (or your translators will get very upset)
 #
 #  ADVISES TO TRANSLATORS:
 #    If you are not familiar with the PO format, gettext documentation 
 #     is worth reading, especially sections dedicated to this format.
 #    For example, run:
 #         info -n '(gettext)PO Files'
 #         info -n '(gettext)Header Entry'
 #
 #    Some information specific to po-debconf are available at
 #            /usr/share/doc/po-debconf/README-trans
 #         or http://www.debian.org/intl/l10n/po-debconf/README-trans
 #

 

SUMMARY of the advantages of the gettext based approach

The translations are not stored along with the original, which makes it possible to detect if translations become out of date.
The translations are stored in separate files from each other, which prevents translators of different languages from interfering, both when submitting their patch and at the file encoding level.
It is based internally on gettext (but po4a offers a very simple interface so that you don't need to understand the internals to use it). That way, we don't have to re-implement the wheel, and because of their wide use, we can think that these tools are more or less bug free.
Nothing changed for the end-user (beside the fact translations will hopefully be better maintained). The resulting documentation file distributed is exactly the same.
No need for translators to learn a new file syntax and their favorite PO file editor (like Emacs' PO mode, Lokalize or Gtranslator) will work just fine.
gettext offers a simple way to get statistics about what is done, what should be reviewed and updated, and what is still to do. Some example can be found at those addresses:

 - http://kv-53.narod.ru/kaider1.png
 - http://www.debian.org/intl/l10n/

But everything isn't green, and this approach also has some disadvantages we have to deal with.

Addenda are... strange at the first glance.
You can't adapt the translated text to your preferences, like splitting a paragraph here, and joining two other ones there. But in some sense, if there is an issue with the original, it should be reported as a bug anyway.
Even with an easy interface, it remains a new tool people have to learn.

One of my dreams would be to integrate somehow po4a to Gtranslator or Lokalize. When an SGML file is opened, the strings are automatically extracted. When it's saved a translated SGML file can be written to disk. If we manage to do an MS Word (TM) module (or at least RTF) professional translators may even use it.

 

AUTORI

 Denis Barbier <barbier,linuxfr.org>
 Martin Quinson (mquinson#debian.org)

 

TRADUZIONE

 Danilo Piazzalunga <danilopiazza@libero.it>
 Marco Ciampa <ciampix@libero.it>


 

Index

NOME
Introduzione
Sommario
Perché dovrei usare po4a? A cosa serve?
Il problema da risolvere
Le risposte di po4a
Formati supportati
Formati non supportati
Come si usa po4a?
Panoramica grafica
Come si inizia una nuova traduzione?
Completata la traduzione, come si ottiene un documento tradotto?
Come si aggiorna una traduzione con po4a?
Come si converte una traduzione già esistente all'uso di po4a?
Come si aggiunge del testo extra (ad es. il nome del traduttore)?
Come si può fare tutto questo chiamando il programma una volta sola?
Come personalizzare po4a?
Come funziona?
Qual'è il quadro d'insieme?
Gettextizzazione: come funziona?
Addendum: How does it work?
FAQ
Why to translate each paragraph separately?
Why not to split on sentence level (or smaller)?
Why not put the original as comment along with translation (or the other way around)?
But gettext wasn't designed for that use!
What about the other translation tools for documentation using gettext?
Educating developers about translation
SUMMARY of the advantages of the gettext based approach
AUTORI
TRADUZIONE

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Time: 22:20:48 GMT, April 07, 2017